Oggi, 7 febbraio, celebriamo la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, un appuntamento che purtroppo assume ogni anno un peso più grave, alla luce dei dati allarmanti che emergono: oltre un milione di adolescenti tra i 15 e i 19 anni ha subito episodi di cyberbullismo solo nel 2024, mentre 800 mila giovani hanno compiuto atti di prevaricazione online (Fonte: Espad Italia).
Questi numeri non sono semplici statistiche, ma il segnale di un malessere profondo che si annida tra le generazioni più giovani, spesso invisibile agli occhi degli adulti. Dietro ogni vittima c’è una storia di paura, isolamento e sofferenza che non possiamo ignorare.
Atti di bullismo e cyberbullismo non sono “ragazzate”, ma vere e proprie forme di violenza. L’uso distorto della tecnologia rende il fenomeno ancora più insidioso: con un clic si possono distruggere reputazioni, ledere dignità, gettare un adolescente nella disperazione. Il dato che quasi la metà dei giovani sotto i 26 anni abbia il timore di essere vittima di revenge porn è un campanello d’allarme che deve scuoterci.
Come amministrazione, come comunità educante, come genitori e cittadini, abbiamo il dovere di spezzare questa catena. A Voghera vogliamo rafforzare la consapevolezza nelle scuole, dare spazio ai percorsi di educazione digitale, e creare luoghi sicuri dove i ragazzi possano trovare ascolto e supporto. Ma non basta. La lotta al bullismo e al cyberbullismo deve partire da ciascuno di noi.
Ai ragazzi dico: non abbiate paura di chiedere aiuto. Nessuno merita di sentirsi solo o di vivere nella paura. Parlate con genitori, insegnanti, amici. Non abbiate timore di denunciare. Il coraggio di spezzare il silenzio può salvare una vita.
Agli adulti chiedo: non minimizziamo. Ascoltiamo, osserviamo, interveniamo. Educhiamo al rispetto, all’empatia, all’uso consapevole dei social. La tecnologia deve essere uno strumento di crescita, non un’arma per ferire.
Voghera deve essere una città in cui nessuno si senta abbandonato. Insieme possiamo fare la differenza. Non voltiamoci dall’altra parte.